Quinto Sole

sabato 18 luglio 2009

Vicenza città denuclearizzata

Fonte: nodalmolin.it
Ieri il consiglio comunale ha approvato un’importante mozione presentata da Vicenza Libera – No Dal Molin che impegna il sindaco Variati a dichiarare Vicenza città denuclearizzata, ma anche a promuovere presso i cittadini l’uso di fonti energetiche alternative e ad attivare uno spazio comunale per favorire queste scelte.

La vicenda del nucleare – contro il quale si sta sviluppando in tutta Italia un movimento di opposizione – evidenzia ancora una volta i limiti della democrazia delegata: nonostante le centrali siano state chiuse attraverso un referendum popolare, infatti, il governo vuole rilanciarle calpestando così la volontà dei cittadini con il solo scopo di favorire le solite lobby economiche e industriali.

Una tecnologia, quella nucleare, che oltre a essere pericolosa – in Francia, come segnala Autorité de sûreté nucléaire, si verificano 100 incidenti all’anno - è anche obsoleta, tanto che sempre più paesi la dismettono perché economicamente sconveniente. E che ha un ulteriore criticità nella gestione delle scorie, tanto che l’Italia è ancora alle prese con la sistemazione di quelle antecedenti al referendum del 1987; l’unico sito al mondo considerato “sicuro” per stoccare queste scorie, infatti, si trova nel New Mexico (Usa) ed è costato al governo statuniense 2,2 milioni di dollari: la sua realizzazione ha richiesto 25 anni di studio e ancora nessuno può dimostrare scientificamente che lì non possano, in futuro, esserci incidenti..

Il governo italiano si prepara a spendere dai 50 ai 75 milioni di euro per la costruzione e la gestione di 4 centrali nucleari. Fondi sottratti alle energie alternative, nelle quali il nostro paese potrebbe avere grandi potenzialità; ma, ancora una volta, gli interessi economici prevalgono su quelli collettivi e ingenti fondi vengono destinati per la realizzazione di opere inutili e pericolose. Cosa che, non avverrà a Vicenza, da oggi città denuclearizzata, dove l’amministrazione comunale si è impegnata a promuovere con i cittadini forme alternative per coprire i fabbisogni di energia elettrica.

Leggi il testo della mozione

Leggi anche la risposta di Cinzia Bottene all’editoriale di Stefano Stefani
http://www.nodalmolin.it/spip.php?article425

mercoledì 15 luglio 2009

Evoluzione eolica

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero

sabato 11 luglio 2009

Russia, qualche notizia tempi recenti

venerdì 10 luglio 2009

Da stranieriinitalia.it

Lula: "Agli immigrati, stessi diritti dei brasiliani"
Il presidente del Brasile approva una legge che regolarizzerà da 50mila a 200mila stranieri: "una lezione al mondo sviluppato"
http://www.stranieriinitalia.it/attualita-lula_agli_immigrati_stessi_diritti_dei_brasiliani_8568.html

domenica 5 luglio 2009

Dear President Obama...

Fonte: nodalmolin.it
I No Dal Molin scrivono a Obama: "vieni a Vicenza per vedere con i tuoi occhi come state calpestando democrazia e ambiente per fare una nuova base di guerra"
>English<

Presidente Obama,

La sua vittoria ha diffuso una ventata di speranza in tutto il mondo e noi stessi pensiamo che un cambiamento sia possibile.

La nostra speranza è che lei sappia mostrare, senza incertezze, che anche i diritti dei più deboli possono essere ascoltati e nel nome di questa speranza le scriviamo.

Noi cittadini di Vicenza abbiamo ascoltato il suo discorso della vittoria di Chicago lo scorso 4 novembre nel quale ha riportato le parole di Abramo Lincoln: “un governo del popolo, dal popolo e per il popolo” e ha continuato dicendo “io vi ascolterò, soprattutto quando saremo in disaccordo”. Proprio per questo le chiediamo di ascoltarci.

Tra pochi giorni lei verrà in Italia per il meeting del G8 e in quell’occasione la invitiamo a visitare Vicenza, la nostra città.

Vicenza ospita dal 1955 vari siti militari USA, tra i quali la base di Camp Ederle: oggi a Vicenza è chiesto un nuovo eccessivo sacrificio, la costruzione di una seconda base sul nostro territorio, in mezzo alle abitazioni civili e ad un solo miglio dal centro storico cittadino.

E tutto questo in una città patrimonio dell’Unesco e perla dell’architetto Andrea Palladio, il cui genio ha ispirato anche lo stile della Casa Bianca.

Per opporsi a tutto questo in città si è creato un movimento di massa che comprende decine di migliaia di persone determinate a bloccare la costruzione della nuova base americana. Una rappresentanza di cittadini ha anche testimoniato ufficialmente lo scorso 23 aprile di fronte alla Commissione Appropriations Military Construction And Veterans Affairs (Presidente Edwards) del Congresso degli Stati Uniti esponendo le fondate preoccupazioni e le ragioni di dissenso.

Da tre anni, donne e uomini, giovani e vecchi, benestanti e persone comuni sono insieme a difendere la città e il futuro del nostro territorio per le prossime generazioni. Noi come lei siamo partiti dai quartieri e abbiamo costruito una comunità che lavora per il cambiamento.

Non si tratta di antiamericanismo, come spesso è rappresentato il nostro movimento. Le nostre profonde preoccupazioni sono più che mai motivate, per questo le sottoponiamo alcune domande:

- negli Stati Uniti sarebbe possibile costruire una base militare ad un miglio dal centro storico di una città patrimonio mondiale dell’Unesco? A Vicenza questo sta accadendo.

- negli Stati Uniti sarebbe possibile fare questo senza ascoltare i cittadini e andando contro il volere della popolazione locale che in occasione di una recente consultazione si è espressa contraria al 95% ? A Vicenza questo sta accadendo.

- negli Stati Uniti sarebbe possibile la costruzione di una base militare su un terreno sovrastante una delle più importanti falde acquifere del continente, quale è quella di Vicenza, vitale per la popolazione, col serio rischio di comprometterla e in violazione di importanti normative europee? A Vicenza questo sta accadendo.

- Vicenza, da sempre città a forte vocazione di pace, è destinata a divenire sede della più importante base USA in Europa, sede di Africom e funzionale alla strategia della guerra preventiva, ideata e perseguita dalla Amministrazione Bush, che si è dimostrata sinora fallimentare. Con che diritto ci impone tutto questo?

Se le parole scritte nella Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti hanno valore concreto e se lei, come noi, crede in valori quali democrazia, rispetto, legalità, trasparenza, sappia che tutto questo a Vicenza è negato.

Nessuna ragion di stato può giustificare un simile irresponsabile progetto. La ragion di stato è tanto più forte quando sa coniugarsi con il rispetto del volere popolare.

Non si assuma la responsabilità di una scelta così sbagliata. Fermi questo progetto. Venga a Vicenza per rendersi conto della situazione e per capire se continuare la realizzazione di questo folle progetto.

WE WELCOME YOUR PRESENCE IN VICENZA.

La preghiamo di ricevere, Presidente Obama, i nostri migliori saluti.

Le persone del Presidio Permanente Vicenza, Italia
http://www.nodalmolin.it/spip.php?article342

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venerdì 3 luglio 2009

Abruzzo. Cronoprogramma iniziative NO G8

Fonte: attac.it
IL LORO “SVILUPPO” GENERA CRISI RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!!

INIZIATIVE, AZIONI DIFFUSE, GENERALIZZATE ED ARTICOLATE SUL TERRITORIO

Venerdì 3 Luglio 2009

Molise: Bonefro ( CB ) ore 16 :

“Economia della Catastrofe Molise - L’Aquila: ricostruzione materiale sociale”

Sabato 4 Luglio 2009

Corteo No NATO Vicenza. Bus da Campobasso, Pescara e L’Aquila (340-3701978/ 085-61106 )

Domenica5 Luglio 2009

Gazebo, diffusione volantini sulla costa Molisana ed Abruzzese

Domenica5/ Lunedì 6

L’Aquila 23.30/3.32 Proiezioni, poesie, azioni e Fiaccolata Ricostruzione Sociale: memoria, verità, giustizia!

( bus da Pescara 340-3701978 e 085-61106 )

Martedì 7 Luglio 2009

Pescara: ore 11 “ L’Abruzzo è un porto di mare. Noi non respingiamo nessuno!”. Arrivo nel Porto di Pescara della Goletta Verde di Legambiente con a bordo una delegazione di 20 cittadini di varie nazioni del mondo.

ore 12: Assemblea Cittadina contro il Decreto Sicurezza.

L’Aquila: Parco Unicef intera giornata Foro alternativo sulla Ricostruzione Sociale

Mercoledì8 Luglio 2009

Chieti –Villaggio del Mediterraneo - Diffusione del Dossier “L’Abruzzo che non vi faranno vedere “

Sulmona - pomeriggio: Forum “ Disastri ambientali e sviluppismo, mettiamo in sicurezza il futuro delle terre dell’Appennino”.

Giovedì 9 Luglio 2009

Pescara- Palazzo del Tribunale – in mattinata: in occasione dell’apertura del Processo agli indagati sit-in , gazebo, diffusione dossier sulla discarica rifiuti tossici più grande di Europa (Montedison) e l’inquinamento dell’acqua bene comune .

Val Pescara-Bussi e Sulmona – pomeriggio: Visita guidata alle discariche, siti contaminati ed interventi agit prop sul tema “Acqua e beni comuni” .

Promotori: Abruzzo Social Forum, Ass. Peppino Impastato, Cooperativa Sociale Pralipè, Coord.to NO G8 Sulmona e Lanciano, FIOM-CGIL Reg.le, Funzione Pubblica CGIL Reg.le, , Giovani Comunisti-Abruzzo, Kabawil, Legambiente, Libera-Abruzzo, Rete Molisana Basta G8, Ufficio Pastorale Social Lanciano-Ortona

I giorni dall’8 al 10 luglio 2009, i potenti della Terra si riuniranno a L’Aquila per parlare dei loro interessi senza decidere nulla che modifichi le sorti di un mondo in cui sempre più persone muoiono di fame e di sete, e sono costrette ad abbandonare le loro terre per poter sopravvivere.

Parleranno di come disporre a proprio uso e consumo dei nostri beni comuni
CIBO ACQUA ARIA ENERGIA SALUTE

La GLOBALIZZAZIONE CAPITALISTA ha prodotto più povertà tra le popolazioni e più ricchezza per i potenti, per le multinazionali, per gli speculatori finanziari. I G8 SI RIUNISCONO IN UN MOMENTO DI CRISI ECONOMICA CHE LORO STESSI HANNO PRODOTTO E CHE ORA INTENDONO FARCI PAGARE.

Sempre più PRECARIZZAZIONE

Il nostro lavoro, le nostre pensioni, la nostra quotidianità, sono minacciati dalle scelte che i governi più potenti del mondo ci hanno imposto per rendere precarie le nostre già difficili vite. Queste scelte, hanno indebolito intere comunità, hanno aumentato la frammentazione sociale separandoci e facendoci sentire sempre più SOLI. Impegnati ad arrivare alla fine del mese o a mantenere il nostro posto di lavoro precario, ci allontaniamo dalle nostre scelte comuni, dal nostro quotidiano collettivo rendendoci sempre più INDIVIDUI che vedono il nemico nel più “debole”: lavoratori irregolari, immigrati, gruppi e persone che non condividono il pensiero unico che ci omologa.

Sempre meno DIRITTI

Il diritto allo studio, il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il diritto ad una casa, il diritto a decidere della nostra vita sono sempre più minacciati e puntano a renderli BISOGNI. Siamo bambini, donne, uomini, anziani, immigrati, lavoratori, CITTADINI che reclamano il rispetto dei DIRITTI UNIVERSALI e la possibilità di decidere dei beni e dei servizi fondamentali per la vita. Il G8, invece, contribuisce sempre più a privarci dei beni comuni e dei nostri DIRITTI.

Minaccia globale all’AMBIENTE

Un sistema economico vorace e attento al solo profitto sta mettendo in pericolo l’esistenza stessa del Pianeta. Anche i nostri territori sono sempre più distrutti dalle scelte dei potenti che, in Abruzzo, hanno già prodotto sfruttamento selvaggio, vedi inquinamento dell’ACQUA (Bussi), dell’aria (Cementifici), la petrolizzazione, con l’Eni, non solo ad Ortona ma in tutta la Regione. Dobbiamo opporci perché queste scelte peggiorano sempre più le condizioni sanitarie dei cittadini.

Al G8, che sbarca in un territorio distrutto prima da un terremoto naturale e poi da uno sociale poi, noi ribadiamo il nostro NO AL DECRETO ABRUZZO che non dà risorse sufficienti né tempi certi per la ricostruzione.Rivendichiamo il diritto a ricostruire città e territorio liberi da speculazioni e da imposizioni dall’alto che fanno dell’emergenza una politica per far soccombere i poteri locali e civili. Riteniamo che il popolo aquilano e abruzzese abbia già dimostrato di essere in grado di autodeterminarsi e di poter AGIRE in autonomia, secondo le scelte condivise nelle comunità, nei coordinamenti e nei comitati.

Con il G8 aumenterà il controllo del territorio, una vera e propriaMILITARIZZAZIONE per la gestione del post terremoto, condizione che non finirà quando i potenti saranno tornati nelle loro ville dorate. Come a Vicenza contro la base Nato e nella Val di Susa contro il progetto TAV, l’uso della forza militare per le emergenze risponde a una politica di controllo sociale contro cui dobbiamo lottare.

IL LORO “SVILUPPO” GENERA CRISI RIPRENDIAMOCI IL FUTURO!!

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martedì 30 giugno 2009

Vigili del fuoco a L’Aquila

Emergenza Vigili del Fuoco

Fonte: Indymedia Abruzzo
Sono ormai più di due mesi che i dipendenti del corpo nazionale Vigili del fuoco stanno lavorando al sisma che ha colpito la città dell’Aquila il sei aprile scorso.

Io sono un vigile del fuoco dell’Aquila e non è facile lavorare tutti i giorni nella città in cui vivo e vedere le sue profonde ferite.

Ho vissuto le prime settimane in modo molto intenso con i miei colleghi, ho lavorato senza tregua, stavamo veramente aiutando chi ne aveva bisogno e questo è stato ciò che ci ha fatto andare avanti, che ci ha dato il coraggio facendoci dimenticare perfino la stanchezza.

Da più di un mese invece l’esigenza pare si sia spostata solo sulle chiese fatiscenti ed altri pochi beni culturali (edifici storici o contenenti affreschi).

Le abitazioni distrutte insieme a quelle poco danneggiate sono state transennate ed abbandonate, ad aspettare che la pioggia le rovini del tutto.

I cittadini non hanno più alcun diritto sulle proprie abitazioni, relegati nelle tendopoli-lager, sono stati tagliati fuori dallo scenario.

Chi stanzia i soldi decide quali sono le esigenze e dirige i lavori. Il fine non è aiutare chi è rimasto senza niente. Si cerca la visibilità (recuperare una chiesa da sicuramente più prestigio che ridare una semplice abitazione ad una famiglia) oppure aiutare chi è sicuramente in grado di dare una lauta ricompensa: nel caso delle chiese i nostri politici hanno fatto bingo.

In questo bel quadretto noi Vigili del fuoco siamo solo delle braccia e come tutte le braccia mal pagate e senza alcun tipo di assistenza.

Infatti il corpo dei Vigili del fuoco è riconosciuto dall’art. 117 come facente parte delle forze dell’ordine. Tuttavia noi percepiamo stipendi da cani poiché non compresi nel comparto sicurezza (art. 16Legge 121/81) di cui fanno parte polizia, carabinieri, forestale (non elenco tutte le altre sottodivisioni che negli ultimi anni sono spuntate come funghi). La grande differenza tra i vigili del fuoco e quest’ultimi è che i primi non intervengono con le armi, ma soprattutto non fanno rientrare soldi nelle casse dello stato attraverso multe, sequestri e quant’altro. Siamo solo un’inutile spesa per lo stato.

Dall’inizio del terremoto i nostri turni sono di 24 ore (normalmente il turno è di 12) e per ora, sono passati due mesi e mezzo, questi straordinari non ci sono stati pagati.

La motivazione è che i soldi per pagarci non ci sono.

Ma a noi è più che evidente come i soldi (quei pochi che ci sono) vengano usati per altro, per cose ben più importanti della retribuzione di chi sta lavorando da oltre due mesi a ritmi sovrumani, i soldi sono meglio impiegati per i lavori d’ampliamento dell’areoporto di Preturo, punto di accesso per i “grandi”, o per l’allestimento di piattaforme per l’atterraggio del Papa che poi disdice (costituendo una spesa notevole in termini di materiale, personale e mezzi impiegati).

Da qui i Vigili del fuoco si sono dichiarati in agitazione contro il Governo ma mantengono il regolare svolgimento degli interventi nel rispetto delle popolazioni e del nostro lavoro.

I Vigili del fuoco richiedono un aumento dello stipendio: all’inizio di quest’anno a causa del condono gli stipendi si sono aggirati intorno a 700-800 euro mensili.

E’ difficile viverci con una famiglia a carico.

Inoltre i Vigili del fuoco richiedono attrezzi idonei per effettuare in modo efficiente gli interventi ed una maggiore cura nella formazione della nostra preparazione (maggiori aggiornamenti e corsi di formazione di una durata maggiore di una settimana).

A questa già difficile situazione si è aggiunto lo spostamento del G8 a L’Aquila.

Senza entrare nel merito di altre questioni riporto solo ciò che rappresenta e sta comportando quest’evento per il nostro lavoro. I nostri turni che dovevano ritornare alla normalità delle 12 ore si continueranno a protrarre a 24 (non pagate ovviamente!) Il nostro campo base centrale che si trovava nella caserma della Guardia di finanza (ora adibito per ospitare il vertice) è stato in fretta e furia spostato, nei pressi di Assergi (paesino ai piedi del Gran Sasso tutt’altro che centrale), comportando l’allestimento ex novo di strutture e tutto ciò che occorre togliendo tempo a ciò che dovremmo fare: aiutare le persone nei recuperi.

Come si suol dire…oltre al danno la beffa: un’ordinanza della protezione civile ci vieta di fermarci a mangiare nei campi prossimi al nostro intervento (principalmente l’Aquila) costringendoci a tornare, per mangiare un boccone, nel suddetto campo d’ Assergi. E chiaro come questa misura non faccia risparmiare nè tempo nè combustibile e come sia davvero poco utile ai fini dell’emergenza e del lavoro di cui il nostro scosso territorio in questo momento necessita.

Dopo una assemblea pubblica i Vigili del fuoco hanno indetto una manifestazioni per il 25 giugno.

Speriamo di ottenere, insieme alla popolazione, un po’ più di rispetto.
http://www.italia.attac.org/spip/spip.php?article2800

domenica 28 giugno 2009

Report Assemblea Nazionale contro il G8 21 giugno 2009

Fonte: attac.it
Il 21 Giugno si è svolta a L’Aquila l’assemblea nazionale contro il G8.

L’Assemblea, molto partecipata ed eterogenea ha ripreso il comunicato “L’Aquila e le altre”, emerso dalla precedente assemblea del 1 giugno, con le sue caratteristiche di diffusione e dislocazione delle mobilitazioni contro il G8.

Dal 2 al 10 Luglio vi saranno dunque iniziative diffuse in tutte le città italiane, mobilitazioni che saranno rivolte contro i responsabili della crisi e caratterizzate dalla solidarietà verso le popolazioni terremotate e per una ricostruzione sociale del territorio abruzzese.

Le iniziative previste dal 2 al 10 Luglio seguiranno questo calendario:

- 2 luglio diverse manifestazioni sono già promosse da associazioni e realtà territoriali in Sardegna.
- 4 luglio a Vicenza, manifestazione per restituire il Dal Molin ai cittadini. Indipendenza, dignità, partecipazione: la terra si ribella alle basi di guerra.
- 7 luglio a Roma, accoglienza ai grandi dove la rete NoG8 indice, in occasione della presenza nella capitale delle delegazioni internazionali in transito verso il G8 di Coppito, una “Giornata dell’Accoglienza ai Potenti della Terra”, con iniziative diffuse e “piazze sociali anti-crisi”. Sempre il 7 luglio a Pescara, si svolgerà un’iniziativa di Goletta Verde contro il decreto sicurezza in solidarietà ai migranti, dal titolo ”L’Abruzzo è un porto di mare, noi non respingiamo!”, mentre il 9 luglio si svolgeranno sempre in città iniziative in difesa dell’acqua come bene comune dell’umanità.
- 8 luglio iniziative dislocate in tutte le città, per disegnare una “Mappa della Crisi” attraverso la quale I territori, le comunità e le organizzazioni sociali in resistenza a partire da Roma, passando per Napoli, Genova, Padova, Bologna, Milano, Ancona, Palermo e tutte le altre, manifesteranno la propria indignazione contro la crisi, il carovita, la precarietà, la disoccupazione, la devastazione ambientale, la mercificazione dei beni comuni, la militarizzazione.

Le proposte emerse rispetto alle mobilitazioni sul territorio aquilano, infine sono quelle di:
- Una fiaccolata per chiedere “verità giustizia e ricostruzione sociale” che si svolgerà dalla mezzanotte fino alle 3e32 del 6 Aprile.
- Un forum sulla ricostruzione sociale che si svolgerà a l’Aquila il 7 Luglio e affronterà i temi peculiari del territorio aquilano in rapporto alla crisi globale.

E infine, per il 10 luglio, una marcia pacifica e di massa nei territori del terremoto che esprima la solidarietà alle popolazioni aquilane, la necessità di una ricostruzione sociale, ma anche il dissenso generalizzato contro la crisi, sulla quale non essendo emersa una reale condivisione i promotori chiedono nei prossimi giorni un confronto alle realtà locali sulla costruzione di tale iniziativa. E’evidente che l’accelerazione che ha subito il contesto è stata una conseguenza diretta del terremoto e della scelta ignobile di questo governo di voler svolgere in questo territorio il G8 della crisi, scelta che tutti i presenti hanno nuovamente condannato.

Il modo migliore che abbiamo individuato, per sintetizzare una lunga assemblea come quella di oggi, è stato quello di riportare in questo report tutti gli appuntamenti. Chiediamo infine in maniera determinata e condivisa da tutti, che chiunque voglia portare qui la propria solidarietà e i propri percorsi di lotta in quei giorni lo faccia nel rispetto totale della situazione drammatica che si vive in questo territorio. Mancano solo 16 giorni al G8, saranno quindi le varie realtà che costruiranno le mobilitazioni a diffondere al più presto maggiori informazioni sulle singole iniziative.

L’Aquila, 21 giugno 2009


Pubblicato martedì 23 Giugno 2009

giovedì 25 giugno 2009

Giovani generazioni spesso bersaglio di pericolosi revisionismi, segnalo una lettura.